Tra nebbia e fango

Alla negazione della libertà, e perfino della possibilità della libertà, corrisponde la concessione di libertà atte a rafforzare la repressione. Herbert Marcuse
venerdì, 02 gennaio 2009

Per il 2008: testi di Giacomo Cerrai

GIACOMO CERRAI


Uno dei tanti inverni

 

 

si osserva - da qui -

il rallentamento delle linfe,

dell'acqua che scorre

su cortecce - inutile -,

si osserva la corsa corta

della luce, nei cortili,

l'urto di ombre.

L'inverno non è una metafora.

Sembra piuttosto un memento,

un foglietto d'appunti che galleggia

in pozze, e si perde

nel disfacimento delle fibre.

Qualsiasi cosa fosse,

ora ritorna in polpa.

Non resta – ora - che affidarsi al corpo,

a quelle sinapsi che a volte funzionano

come una scadenza

o cercare a volte

forse un calore interno,

proprio rasente i muri.

Oppure dimenticare e basta,

che forse non era importante,

come uno dei tanti inverni freddi.

 

 

 

feb. ’08

 

***

 

la primavera torna sui suoi passi

come chi ha perso,

per un colpo di vento,

il suo cappello…

Niente di inusuale:  rocce

perseverano il loro stare,

muschi indicano ancora un nord

eventuale, come un procedere

antico e preumano.

La natura scava fosse,

esistenze precipitano in esse marginali

come pioggia insistente.

In panorami lenti

conversano rami e nuvole,

attraversando pupille e ossa

come un fantasmagorico riflesso.

Essere qui è un dato empirico

o parte  indifferente

d’un occhio,

ogni direttrice è sogno

d’un reticolo denso

di ragioni, sogno

d’un centro possibile.

In questi ripensamenti del divenire

c’è una trasparenza dei ruoli,

la fissità di ciascuno sullo sfondo.

……

Questo è l’unico linguaggio

che ci è dato.

E l’uomo non è che uno

dei significati possibili.

 

 

 

apr. ’08

 

          ***


Esordio dell’anno nuovo

 

 

il primo minuto della prima ora

già attraversa  la neve.

Senza lasciare orme, come

un mattutino a piena voce,

perso nell’aria ghiaccia.           Avviene ora

la prima consunzione di promesse.

Proprio qui, nel buio, proprio nel momento

in cui promettere è anteporre il futuro,

disporre della tisi dell’ignoto.

Avviene ora il richiamo

di possibili scelte, di invenzioni.

Lo scivoloso ripassare strade

dove avremmo potuto.

Ora il paradosso

di avere acceso fuochi,

adornato l’inverno…

Il primo minuto della prima ora

(sebbene  cum laude  e a piena voce)

allinea le cose migliori sulla soglia,

attraversa la neve, senza peso.

Lo inghiotte il primo mattino

circostante.

 

 

 

gen. ’08

 

 

***

 

gran parte dell’estivo

                   nascondersi,

dismettere le parole o il solo

                   pensare

scivolando sotto un tempo incorruttibile

                   d’infanzia

l’occhio perso del pesce indifferente

                   nel cerchio chiuso

la bolla di calore e cielo

                   e file precise degradanti

allo zero orizzonte

                   mete inarrivabili

calici cui non potremo

                   sottrarci...

sbiadiscono nel vortice

                   pigre domande di sale

rispondono in ritardo come

                   spose incerte

molte di quante cose potemmo

                   decifrare…

 

 

 

10/08/2008

 

 

 

CerraiGiacomo Cerrai è nato a S.Giuliano Terme (Pisa) nel 1949. Ha studiato a Pisa, dove abita e lavora, e dove si è laureato in Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea con Silvio Guarnieri, con una tesi sulla rivista letteraria fiorentina "Solaria". Ha pubblicato solo una piccola raccolta, Imperfetta ellisse, prefazione di Cristiana Vettori, negli "Opuscoli di Primarno" della Accademia Casentinese di Lettere, Arti e Scienze. Ha collaborato con un proprio testo bilingue a "Private" n. 18/2000, rivista di fotografia e scrittura, ed è uno degli autori del volume dedicato a Cesare Pavese "AA.VV. - Cesare perduto nella pioggia" a cura di Massimo Canetta, Di Salvo Editore Napoli. E' stato redattore, fino alla chiusura avvenuta alla fine del 2002, della sezione Poesia del sito di letteratura "I Fogli nel Cassetto". Sue poesie sono su Dadamag n.6 (1999), sul blog di Gianfranco Fabbri "La costruzione del verso", sul n.4 - Gennaio 2007 della rivista "L'Attenzione", oltre che nella categoria "Homeworks" di questo sito. Altri testi, letti dall'autore, sono presenti su "Oboe sommerso", il blog di Roberto Ceccarini.

 

postato da enricocer alle ore 11:40 | link | commenti (9)
categorie: poesia, testi, letteratura italiana, inediti, 2008, giacomo cerrai

Commenti
#1   02 Gennaio 2009 - 13:19
 
"le cose migliori sulla soglia"
destinate ad eassere inghiottite senza accadere. Poesie del disincanto, dal ritmo guidato da sottili assonanze.

Un saluto affettuoso
Antonio Fiori
utente anonimo

#2   02 Gennaio 2009 - 18:35
 
grazie, enrico, per l'ospitalità, e grazie a antonio, assiduo frequentatore della poesia..
saluti
g.cerrai
utente anonimo

#3   04 Gennaio 2009 - 16:44
 
Grazie a te Giacomo per i testi e ad Antonio per la presenza costante.

"E l’uomo non è che uno / dei significati possibili", è un distico bellissimo che bisognerebbe mandare a mente e ripetersi spesso, molto spesso.
Enrico
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente enricocer

#4   05 Gennaio 2009 - 15:09
 
Splendidi questi inediti, Giacomo: scavi nella trasparenza, fino a graffiarla, come un occhio mai indifferente posato sul divenire in cui si specchia. Nei tuoi versi ogni graffio ha una voce unica: unica, esattamente come la tua scrittura.

Un saluto a te e ad Antonio, ad Enrico l'augurio di buon anno e buon lavoro ("resistente").

fm
utente anonimo

#5   05 Gennaio 2009 - 17:08
 
Vi leggo più che rassegnazione, maturazione, accettazione del fluire lento delle stagioni che riflettono lo stato della vita:

si osserva - da qui -/ il rallentamento delle linfe,/ dell'acqua che scorre/ su cortecce - inutile -,/

oppure

un foglietto d'appunti che galleggia/ in pozze, e si perde/ nel disfacimento delle fibre.

Anche la primavera non porta nuove se non la ripetizione degli stessi quadri "come chi ha perso
per un colpo di vento il suo cappello" e "La natura scava fosse, esistenze esistenze precipitano in esse marginali"

Si potrebbe continuare a rintracciare nelle poesie seguenti quella pace che non è piena soddisfazione del proprio stato, ma tranquillità conquistata
" la bolla di calore e cielo e file degradanti allo zero orizzonte.." ma non voglio tediarvi con questa mia personalissima lettura e mi fermo inviando a Giacomo e a Enrico e tutti gli autori che hanno lasciato un segno poetico per il 2008, un buon 2009.
Sandra





utente anonimo

#6   05 Gennaio 2009 - 18:21
 
Sono davvero testi molto interessanti questi di Giacomo che bisognerebbe spitzerianamente leggere e rileggere fino all'illuminazione interpretativa (almeno questo è il mio metodo).
Grazie a Francesco e Sandra per i preziosi contributi
Enrico
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#7   05 Gennaio 2009 - 19:30
 
ripasso di qua e trovo altri commenti davvero lusinghieri (e gentili, e amichevoli) di persone che stimo davvero. Quindi, grazie di cuore
g.
utente anonimo

#8   11 Gennaio 2009 - 17:33
 
sui nostri blog un lavoro sinergico..
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente erremme

#9   07 Febbraio 2009 - 13:33
 
Se solo a volte le sinapsi si riposassero e ci lasciassero in pace nell'oblio...
Molto belle le poesie di Giacomo Cerrai!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Asla

Commenti

Chi sono

Utente: enricocer
Nome: Enrico Cerquiglini
Sono nato a Montefalco (PG) nel 1962, vivo a Gualdo Cattaneo (PG). Sono tra gli organizzatori del Premio Nazionale di Poesia “Sandro Penna”. Miei scritti sono apparsi in diverse riviste, anche straniere, e in atti di convegni. In poesia ho pubblicato: Le correnti della landa, Roma, Gabrieli, 1982; Vendette azteche, Udine, Campanotto, 1994, Ballate B.I.T., Perugia, Grafiche 84, 1997, Tra nebbia e fango, Udine, Campanotto, 2006 e Fine attività (damnatio memoriae), Lulu, 2008. Altre pubblicazioni: Pier Paolo Pasolini - Uccellacci e uccellini (Dalla sceneggiatura alla realizzazione cinematografica), Udine, Campanotto, 1996 (saggistica) - La voce dolce di resa, Ascoli Piceno, Stamperia dell'Arancio, 2000 (antologia), Vicino alle nubi sulla montagna crollata, Udine Campanotto, 2008 antologia curata insieme a Luca Ariano), Lacerti critici, Lulu, 2007 (saggistica). e-mail: enricocer@libero.it Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

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