La forza del linguaggio di Tolve va oltre la chiusa tradizione accademica della poesia italiana. Diventa, anche musicalmente, linguaggio poetico assoluto che rivendica una sola autentica appartenenza: essere voce del dis/sentire umano.
e.c.
EMILIANO TOLVE
Dalla raccolta inedita Morti bianche,rosse e verdi
ha cavalcato zaini di cemento e chiodi
matasse di ferro e polvere di legno
camminato sul vento di finestre
che guardano l'alba e costano
il triplo del salario.
Quando il mantello gelato della mazza
ha contuso unghie di calce viva
nel groviglio della rabbia addolorata
ha dato del porco a dio
- e l'arcigno punisce-
ficca le sue braghe nel dente canino
del precipizio,e vola- super.man- di cenere
giù verso riva.
Ma una spanna da terra la prua ù
non s'impenna in risalita a mietere prodigi
e crolla - sasso tra sassi -
La sua anima sguazza dentro le nostre
carcasse e urla come cane
strozzato dalla frusta acchiappatora.
Domani,un'altra bestemmia farà la stessa
fine.
Tanto nessuno paga.
Emiliano Tolve è pittore, scenografo e poeta. Nel 1969 si reca con il FLE (Fronte di Liberazione Eritreo) nelle zone liberate e vi resta alcuni mesi. Successivamente viaggia in Uruguay e alla vittoria di Allende si reca in Cile.
Nel 1996 si reca in Bolivia e riprende i contatti con alcuni protagonisti dell'impresa guevarista. L'anno successivo è di nuovo in Bolivia per il Trentesimo Anniversario della morte del Che. Continua a scrivere e dipingere lontano dal clamore e dalla competizione.
