Passeggere. Credete che sarà felice quest'anno nuovo?
Venditore. Oh illustrissimo si, certo.
Passeggere. Come quest'anno passato?
Venditore. Più più assai.
Passeggere. Come quello di là?
Venditore. Più più, illustrissimo.
Avrei voluto continuare parodiando la celebre operetta morale del Leopardi, il serrato botta e risposta tra il Passeggere e il Venditore, ma ho preferito uscire dai rimandi letterari, dalle finzioni sovrapposte ad altre finzioni. Tutti sappiamo che il nuovo anno, il 2008, sarà peggiore del 2007 ma di certo migliore del 2009 che a sua volta sarà migliore del 2010 e così a seguire. Lo sappiamo tutti, eppure, con un’ipocrisia che sa di incoscienza innaffiata a volte da ingenua innocenza (“gli innocenti sono colpevoli”, Pasolini) continuiamo a rassicurarci che il nuovo anno sarà migliore, sarà pieno delle cose che più desideriamo ecc. ecc.
Il 2008 sarà caratterizzato dalle stesse scempiaggini che abbiamo visto negli ultimi anni: attentati pretestuosi e guerre pretestuose che tendono a mascherare il vero dramma del Terzo millennio: l’accaparramento delle risorse energetiche del pianeta per garantirsi la leadership mondiale per il prossimo cinquantennio. Logiche vecchie di secoli, ma oggi potenzialmente devastanti perché i sistemi di propaganda di questi anni sono incomparabilmente più potenti di quelli del passato e sono in grado di spingere l’umanità a una contrapposizione mortale, neobarbarica e genocidiante mascherando il tutto in nome di qualche presunto dio che chiede sangue e distruzione, per ribadire una presunta superiorità celeste ed etica.
In Italia tutto continuerà sullo stesso binario. Avremo due schieramenti politici: uno di destra guidato da Silvio Veltroni e l’altro di destra guidato da Walter Berlusconi che si affronteranno senza esclusioni di colpi per garantire al capitale imperante tutte le garanzie necessarie per trarre profitti senza rotture di scatole e gestire la manovalanza (operai, commessi, impiegati, travet) come materia inanimata. Avremo scontri politici degni di guelfi e ghibellini, di Orazi e Curiazi, di ateniesi e spartani per accaparrarsi in modo assolutamente spregiudicato le risorse del paese e svenderle alle multinazionali di turno. Avremo opinionisti che dalle colonne dei principali megafoni del potere economico e finanziario ci convinceranno che rinunciare a qualche diritto è un vantaggio per noi e ci spiegheranno dottamente che gli strumenti della forza e della guerra non sono da esecrare ma che anzi debbono essere ripresi e utilizzati per farci valere su scala planetaria e a chi si lamenterà per certi bruciori anali risponderanno che bisogna, purtroppo, risparmiare sulla vaselina. Gli stessi contribuiranno a creare un clima xenofobo per distrarre il pubblico (non più popolo) da crimini finanziari, economici, sociali e politici. Verranno esclusi dal rispetto delle leggi tutti coloro che intascano almeno un milione di euro l’anno essendo comunque, al di là dei crimini, volani della ricchezza del paese. Verranno valutate attentamente le posizioni dei mafiosi di seconda e terza generazione che dispongono di grandi capitali ma che si portano dietro un’antipatica nomea (le colpe dei padri non ricadono sui figli) e si studieranno sistemi societari e leggi per rendere rispettabili imprenditori i figli e i nipoti di mandanti e esecutori di omicidi e stragi mafiose, perché bisogna dimenticare il passato e guardare avanti e smetterla coi piagnistei legalitari. Nuovi e vecchi imbonitori sapranno costruire e stringere alleanze con chi da un secolo almeno amministra, garantisce l’ordine e l’economia di una parte consistente del paese senza perdite sostanziali di consensi.
Nel nuovo anno continueranno a morire operai come mosche e quando capiteranno morti di gruppo (almeno 5-
Sentiremo presidenti lagnificarsi e alzare commosse voci e sindacalisti indignarsi prima di tornare al tavolo della spartizione degli avanzi e a mendicare piaceretti e piacerini, restando inflessibili nell’assecondare il volere di chi conta e canta.
Avremo speciali in prima, seconda e terza serata sul pericolo giallo, rom, albanese, rumeno, magrebino, islamico, induista ecc ecc con il fior fiore di esperti che elargiranno peti di saggezza sulle stragi del sabato sera, sull’uso di droghe tra i giovani, sull’orario di chiusura delle discoteche, sul degrado della scuola causato da pornoprofessoresse, ecc ecc.
Continueremo ad allevare figli grazie alla tatativù, grassi e/o rincoglioniti, con la testa piena di luci e flash e giochi, senza alcuna struttura ossea: figli deboli, vuoti, incapaci di pensare, annegati in alcol, griffe e droghe, bulletti ignoranti e violenti, incapaci di astrazione, sballottati da pseudoaffetti e terribilmente vuoti, incapaci di riempire il vuoto, capaci di tutto perché non hanno niente, oggetti nientificati consumatori di altri oggetti. Continueremo a fare i moralisti, senza avere una morale, senza un’etica, sicuri di potercela cavare perché più furbi, più spregiudicati, più ammanicati, più vicini e succubi dei detentori del potere.
Continueremo ateamente ad amare papi, cardinali, vescovi, preti e frati in nome di una tradizione di sottomissione feudale, in nome di un dio che sarebbe blasfemo scrivere con la maiuscola, un dio che può essere usato per giustificare crimini e misfatti, un dio sorretto da una teologia che genera terrore quando viene eretta a verità. E giù messe in diretta, cardinali opinionisti, laudatori del Signore di turno, tonache gonfiate dal vento della vergogna, esorcisti, croci d’oro e di diamanti, anni santi e processioni pasquali, corsi per curare gli omosessuali, filmati da diffondere sull’aborto, razionalità da sottomettere al pregiudizio-fede, ecceterando.
Continueremo a devastare il paese, cementificando anche l’anima, sventrando montagne e creando nebbie irrespirabili,città come camere a gas con ciminiere come ad Auschwitz. Esseri affamati di energia capaci di bruciarsi mani e polmoni per procurarsela, di bruciare i propri figli e il tutto con la solita ipocrisia ecologica (San Francesco, le oasi verdi, ecc) che porta a un programmatico rispetto delle leggi, dell’aria, dei fiumi, alla produzione di energia con il “carbone pulito” (sic!), con il nucleare, con colture dedicate… Tutto asservito alle logiche del capitale, delle multinazionali, del guadagno ad ogni costo, contro tutto e tutti.
Nella cultura avremo sicuramente la nascita di uno scrittore eterno (da consumare preferibilmente entro sei mesi) che emerge dal grigiore e che affermerà cose straordinariamente nuove, tipo: “l’Italia è un paese invivibile” oppure “ci salverà il genio italico” e giù millanta articoli sulle gazzette con filologi, cardinali e cardiologi a tessere lodi e intrecciare lauri. In realtà resteremo un paese senza lettere, senza scrittori capaci di leggere la realtà senza scimmiottare indecentemente star e starlette d’oltreoceano, rivendicando la tradizione di una lingua che non è mai stata viva, di una letteratura che ha dato lustro al mondo blaterando dantismi e petrarchismi.
Continueremo a produrre e non vedere film italiani girati male, recitati peggio, senza idee né dignità, orgasmandoci al ricordo di un neorealismo ormai morto anche nei ricordi o osannando prodotti mefitici che ammorbano le sale ma che sono il linea col fetore della realtà televisionata.
Avremo poi i soliti mille grandi poeti, uno più bravo dell’altro, che si contenderanno senza esclusione di colpi i più noti premi nazionali e qualche riga sul Corsera o
Passeggere. Dunque mostratemi l'almanacco più bello che avete.
Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.
Passeggere. Ecco trenta soldi.
Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.
