Tra nebbia e fango

Alla negazione della libertà, e perfino della possibilità della libertà, corrisponde la concessione di libertà atte a rafforzare la repressione. Herbert Marcuse
venerdì, 07 dicembre 2007

La morte della classe operaia

Nell’indifferenza assoluta della stragrande maggioranza della popolazione italiana, presa ormai dalle idiote corse agli acquisti per le prossime idiote festività, si è consumato un altro capitolo dello sterminio della classe operaia. Alla ThyssenKrupp di Torino quattro operai sono morti dopo orribile strazio. Non è solo un incidente, è la logica conseguenza dell’inferno in cui è caduto il lavoro (unico generatore di ricchezza!). Bassi salari, alta produttività, uomini come oggetti da usare e buttare nel più assoluto disprezzo di media e persone spersonalizzate. Ogni giorno, in ogni parte del pianeta, centinaia di operai perdono la vita in nome di un benessere di cui non hanno mai usufruito, che li ha schiacciati in uno stato subumano. Basta con i discorsi di circostanza, con i buoni propositi tra una prima alla Scala e una cena di gala! È ora di aprire gli occhi e capire che queste logiche sono tendenzialmente assassine e godono di complicità, o peggio, sono supportate da pseudo politici asserviti alle logiche del liberismo e delle multinazionali. Uomini e donne che avete ancora capacità d’intendere, che conservate ancora un po’ di raziocinio nonostante il bombardamento di idiozie massmediatiche, svegliatevi, impediamo che il futuro dei nostri figli sia cinicamente basato sulla morte e lo sfruttamento di miliardi di persone. L’economia ha senso se è al servizio dell’umanità tutta, non di una minuscola parte che detiene poteri inimmaginabili. Intellettuali, poeti, artisti smettete di masturbarvi mentalmente e tornate a parlare dell’uomo. Il resto è niente: è un fottuto alibi per parlare di niente e gloriarvi di suoni. Prima viene l’uomo, sempre!

Antonio Schiavone è morto
Roberto Scola è morto
è morto anche Angelo Laurino
è morto anche Bruno Santino
alla Fiat di Cassino S.P.
è stato schiacciato da una bisarca
e muoiono ogni giorno fratelli e compagni
in cantieri fabbriche campi
muoiono come bestie
per chi li tiene nella miseria
bestie sono e da soma e dispongono solo
di silenzio e di morte
di notizie che disturbano il criminale
sogno borghese.
Malpagati, malvisti, maltrattati
sfruttati e poi depredati
infine schiacciati, uccisi dal fuoco
volati senza ali
infilzati senza scuse in pilastri in costruzione
costretti a vergognarsi
d’esistere, ridotti a oggetti
a costo del lavoro da ridurre
da contrarre da minacciare,
ricattati da capi, politici, capipopolo,
merde ridenti e inceronate,
costretti a contare i centesimi
a stringere la cinghia
a negarsi la vita.
“Finirai operaio!”,
minacciano insegnanti e pedagoghi,
operaio tra negri e albanesi,
tra musulmani e cinesi.
E ridono le iene svisonandosi
in prime alla Scala
in sottoscale del benessere assassino.
E piangono a comando
politici, sindacati, preti,
giornalisti che mettono i vostri corpi
tra le tette rifatte
dell’ultima videomignotta
e le luminarie di un Natale

da nazismo liberista.

Enrico Cerquiglini

postato da enricocer alle ore 20:06 | link | commenti (13)
categorie: poesia, politica, testi, lavoro, inediti, liberismo, enrico cerquiglini, aldo schiavone, roberto scola, angelo laurino

Commenti
#1   07 Dicembre 2007 - 21:18
 
sottoscrivo in pieno Enrico. Sandra
utente anonimo

#2   07 Dicembre 2007 - 21:51
 
Anche io sottoscrivo. Intenso e amaro questa poesia pasoliniana nel modo di concepirla di getto su fatti di cronaca: instant poetry.
Sentivo ieri che nel 2007 sono morti oltre 700 persone. Ma ci rendiamo conto nel 2007 che cifre sono?
Pare di essere nella Manchester dell'800.
Che desolante panorama e non c'è nessuna volontà di migliorare la situazione, di combattere!

Un caro saluto

Luca Ariano
utente anonimo

#3   07 Dicembre 2007 - 22:45
 
di poesia ne so poco, ma sono un metalmeccanico, uno di quelli che gli esperti dicono che non esistono più. Non esistono, ma muoiono come mosche. Anzi vengono assassinati.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Hotmetal

#4   08 Dicembre 2007 - 12:19
 
è da un pò che non ti sento
tutto ok?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente cosentinonico

#5   08 Dicembre 2007 - 12:54
 
grande poesia.
Cloro
utente anonimo

#6   08 Dicembre 2007 - 13:36
 
Sottoscrivo in pieno. Vengo dalla classe prima contadina e poi operaia e sono incazzatissima e addolorata per tante sciagure che si potevano evitare. Gabriella
utente anonimo

#7   08 Dicembre 2007 - 17:19
 

adoro la poesia.. questa è forte e tremenda....
ti seguirò..
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente violetrouet

#8   08 Dicembre 2007 - 18:09
 
ciao enrico
non conoscevo il tuo blog, molto bello, lo metto tra i preferiti.

maria
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente mariak

#9   08 Dicembre 2007 - 19:58
 
Grazie grazie per il post, grazie giò
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente IO1980

#10   09 Dicembre 2007 - 09:10
 
RiSottoscrivo questa tua nuova nota!Sono profondamente disarmato dall'indifferenza che si respira. Ieri lavoravo e c'era il centro pieno, invaso di gente indaffarata a comprare regali di Natale. Se solo la metà di quelli scendesse in piazza per dire basta a questo scempio di vite umane sarebbe un successo ma si sa, finchè non si è colpiti nel vivo....chi se ne frega! Mah..
E vogliamo parlare delle miserrime diatribe politiche della sinistra in qusti giorni? Stanno lì a discutere di Cosa rossa, bianca, gialla, verde, federazione, ecc. e intanto si muore come mosche...

Un caro saluto

Luca Ariano
utente anonimo

#11   09 Dicembre 2007 - 13:47
 
Ne ho parlato anch'io, Enrico. Ora metto nel mio post un rimando al tuo: più voci siamo, meglio è.
A presto!
Ghismunda
utente anonimo

#12   11 Dicembre 2007 - 09:09
 
caro Enrico, grazie per questa poesia, non si può non vedere ciò che accade!
Sono con te e riporto questo tuo post su aetheria
Un abbraccio

rita
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente florit

#13   10 Agosto 2008 - 00:09
 
Cerquiglini, tutto quello che hai nell'animo è bello e buono. Però, il linguaggio con il quale lo esprimi è vecchio, obsoleto, superato, inadeguato, smentito non solo dal tempo ma anche e soprattutto dalla Storia.
Quella che ti hanno raccontato i sinistri è mendace sin dalle fondamenta perchè è la Storia dei vincitori con tutte le ovvie menzogne e le bieche strumentalizzazioni: il turpe utilizzo delle povere vittime per coprire la propria e più sanguinaria ferocia. Non basta una biblioteca per scriverla o una vita per raccontarla.
Lascia stare Marcuse (filosofuccio fallito e fallimentare): non ha detto nulla di niente. Sii più attento quando usi le parole "borghese", "operaio", "capitalista", proletario.
Leggi con più attenzione De Felice, con più serenità Gentile, con più disincanto i 18 punti di Verona.
La Verità la devi cercare e non subirla perchè quella subita è distorta: te lo chiedo io, te lo chiedono le vittime di ogni parte, te la chiedi te stesso. Essa ti verrà incontro. Il tempo delle menzogne è finito: la Verità si comincia a manifestare, si manifesterà da sè e non per opera dei sinistri che l'hanno offesa e deturpata creando solo odio e rancore.
utente anonimo

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Chi sono

Utente: enricocer
Nome: Enrico Cerquiglini
Sono nato a Montefalco (PG) nel 1962, vivo a Gualdo Cattaneo (PG). Sono tra gli organizzatori del Premio Nazionale di Poesia “Sandro Penna”. Miei scritti sono apparsi in diverse riviste, anche straniere, e in atti di convegni. In poesia ho pubblicato: Le correnti della landa, Roma, Gabrieli, 1982; Vendette azteche, Udine, Campanotto, 1994, Ballate B.I.T., Perugia, Grafiche 84, 1997, Tra nebbia e fango, Udine, Campanotto, 2006 e Fine attività (damnatio memoriae), Lulu, 2008. Altre pubblicazioni: Pier Paolo Pasolini - Uccellacci e uccellini (Dalla sceneggiatura alla realizzazione cinematografica), Udine, Campanotto, 1996 (saggistica) - La voce dolce di resa, Ascoli Piceno, Stamperia dell'Arancio, 2000 (antologia), Vicino alle nubi sulla montagna crollata, Udine Campanotto, 2008 antologia curata insieme a Luca Ariano), Lacerti critici, Lulu, 2007 (saggistica). e-mail: enricocer@libero.it Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

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